Orvieto: contro lo spreco, per la giustizia sociale e ambientale

In Consiglio comunale una mozione per recuperare eccedenze, ridurre i rifiuti e sostenere le fragilità.
Portare la lotta allo spreco alimentare e non alimentare al centro delle politiche comunali, trasformando un problema ambientale e sociale in un’opportunità di solidarietà, sostenibilità e buona amministrazione.
È questo l’obiettivo della mozione che sarà presentata, da parte dei gruppi all’opposizione, al prossimo Consiglio comunale a Orvieto per l’adozione di politiche strutturate di prevenzione e riduzione dello spreco.
Ogni giorno, tonnellate di cibo e beni ancora perfettamente utilizzabili diventano rifiuti, mentre crescono le disuguaglianze e il numero di famiglie in difficoltà. Una contraddizione inaccettabile, che richiede risposte pubbliche, coordinate e lungimiranti.
La mozione propone di partire dalle mense scolastiche e dalla ristorazione collettiva, per poi estendere progressivamente le azioni alla grande distribuzione, all’industria locale e anche al settore non-food, includendo il recupero di arredi e beni durevoli. Un approccio che unisce giustizia sociale, tutela ambientale ed efficienza nella gestione dei rifiuti.
Al centro del progetto, la collaborazione con il mondo del non-profit – come Banco Alimentare, Caritas, Croce Rossa e le realtà associative del territorio – e l’utilizzo di strumenti innovativi come Regusto, la piattaforma nata in Umbria che consente di recuperare le eccedenze, coordinare la logistica e misurare in modo trasparente gli impatti sociali, ambientali ed economici.
Un elemento qualificante della proposta è la volontà di utilizzare, in modo coerente con la normativa vigente, le risorse derivanti dall’aggio ambientale comunale per finanziare buone pratiche di prevenzione dei rifiuti. Una scelta politica chiara: investire a monte, invece di spendere sempre di più per smaltire a valle.
«Prevenire lo spreco significa ridurre i rifiuti, abbattere i costi ambientali, rafforzare la coesione sociale e restituire dignità alle politiche pubbliche – si legge nello spirito della mozione –. È una scelta di equità, che rimette al centro il valore dei beni comuni e il ruolo attivo delle istituzioni».
Con questa iniziativa, Orvieto può candidarsi a diventare un laboratorio di economia solidale e circolare, dimostrando che un’altra gestione delle risorse è possibile: più giusta, più sostenibile, più vicina alle persone.
Mozione della consigliera Cristina Croce del Partito Democratico





























