| ORVIETO: ANCORA GIAPPONESI NELLA GIUNGLA |
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di Giuseppe Germani Capo gruppo PD comune di Orvieto Con l’uscita dell’altro ieri sul Consorzio Crescendo, il consigliere Olimpieri ha voluto simpaticamente emulare le gesta di quel soldato giapponese che, lasciato a guardia di un’isola deserta, continuò a combattere contro “eserciti fantasma” per oltre vent’anni dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale. In modo pressoché analogo, il nostro, da più di un anno al governo della città, prosegue nella sua perenne battaglia di opposizione contro enti e aziende da lui ritenuti, con somma evidenza, la causa di tutti i mali di Orvieto. Il suo problema quindi non è quindi di governare, ma di distruggere tutto quanto viene dal passato.
Tuttavia la guerra è finita, e quegli enti fino a ieri appannaggio dei “comunisti” oggi sono spesso diretti da amministratori di centrodestra (Tema, Centro Studi) o con propri amministratori nei consigli di amministrazione (Crescendo) e comunque soggetti al controllo dei Comuni soci che, annualmente, ne verificano ed approvano i bilanci preventivi e consuntivi corredati da relazione dettagliata sull’attività dell’ente. I Consigli Comunali possono, peraltro, anche attraverso le proprie Commissioni Consiliari, chiamare gli amministratori delle aziende partecipate a relazionare sulla propria attività. L’ennesimo attacco al Crescendo ripete pedissequamente uno schema a cui Olimpieri è affezionato: quello del moralizzatore che vede in ogni dove sprechi, prebende e privilegi di sinistra. Orvieto ha un sistema economico e produttivo in crisi? Certo. È la stessa crisi che vive l’Italia e che il governo in carica si è ostinato a negare dinanzi alla più spaventosa evidenza. Perché non il capogruppo del Pdl spiega questa sua dottrina alle operaie della Mmanifatture scese in strada per difendere il posto di lavoro? E perché non trova il modo di illustrarla al milione e passa di lavoratori in mobilità o in cassa integrazione che il nostro Paese drammaticamente registra? Il Consorzio Crescendo, Ente strumentale degli Enti soci, ha dato seguito in questi dieci anni agli indirizzi ed ai programmi stabiliti, quando non all’esecuzione di progetti decisi e trasferitegli dai soci, cogliendo pienamente gli obiettivi prefissati al momento della sua costituzione. Oltre a ciò, il Consorzio è stato capace di rispondere alle sollecitazioni impresse ad una dinamica di sviluppo locale del tutto nuova, ampliando l’area di riferimento territoriale (dai 5 comuni soci fondatori agli attuali 19) e cogliendo le opportunità che via via si prospettavano nei diversi settori di attività: realizzazione di aree e siti produttivi, reti telematiche, produzioni di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico). Occorre quindi affrontare questa difficile congiuntura economica mettendo a sinergia tutti i progetti e gli sforzi dei diversi soggetti economici, sociali ed istituzionali.
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