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Intervista al Coordinatore Comunale PD Orvieto Carlo Emanuele Trappolino - La Nazione 4 settembre 2010 PDF Stampa E-mail
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Cosa risponde a chi l’accusa di essere di ostacolo al rinnovamento del Pd e di non giocare quel ruolo incisivo che sarebbe necessario in una fase delicata come l’attuale per il futuro della città?
Credo che la discussione sia molto astratta e molto vuota, ispirata più dal risentimento che da una ragione rasserenata. Come diceva Nenni: fare politica con i sentimenti è difficile. Con i risentimenti è impossibile.
Ma se uno pensa di avere la verità in tasca allora non esiti: organizzi convegni e cerimonie e rassegne gastronomiche. Si dia spazio al fermento associativo e politico. Nessuno lo vieta ma nessuno provi a scaricare l’inconsistenza delle sue velleità su altre persone che non si atteggiano né a profeti né ad infallibili (e teleguidati) riformatori. 
Io voglio fare un partito utile.  Utile non a Trappolino o ai suoi critici, ma utile agli orvietani, alla città, all’Italia. Utile a riconquistare la stima degli elettori. Cosa raccontiamo ai giovani che rischiano d’essere precari a vita? Gli somministriamo pillole di Bignami o cerchiamo, tutti insieme, di organizzare una politica per cambiare questo stato di cose? Quali sono gli strumenti che vogliamo mettere in campo per uscire dalla crisi? Mandiamo in galera tutti coloro che hanno sfiorato la politica negli ultimi vent’anni – compresi chi li ha votati e i “collaboratori” a vario titolo – oppure apriamo un grande e produttivo confronto con le organizzazioni sociali, le imprese, la città tutta?  Il fatto che persone abbiano tempo da perdere non giustifica che la politica debba per forza perdere tempo in chiacchiere.

Il Pd ha deciso di impegnarsi seriamente sul programma condiviso con il sindaco o si accinge a cavalcare alcuni argomenti critici per la giunta come le difficoltà nelle privatizzazioni e le contestazioni sull’ampliamento della discarica?
Veramente, la nostra responsabilità era circoscritta alla definizione della sola ipotesi di bilancio e l’eventualità di poter condividere il programma si potrebbe verificare solo nel caso in cui Concina adottasse il nostro programma.
Constatiamo che il sindaco ha tanti suggeritori, svariati consiglieri particolari e celebri diplomatici. Ma non ha una politica, una mezza idea di città. Se la svigna con una battuta senza però risolvere i problemi. Prova a galleggiare, temporeggia, non decide. Non decide perché nella sua maggioranza coesistono con crescente difficoltà posizioni spesso antitetiche e altrettanto spesso inconcludenti.
Ma in questa fase Orvieto non può permettersi uno spettacolo di tale natura. Sulla questione dei rifiuti, ad esempio,  la nostra città può giocare un ruolo come polo “esemplare” di un diverso approccio sul tema. Ma se prevalgono interessi di breve periodo o illusioni romane o la pretesa di far da soli, allora saremo obbligati a contrastare con la massima fermezza tutte quelle operazioni che riterremo lesive degli interessi di Orvieto e dell’Orvietano. Non credo sia necessario commentare i limiti della giunta Concina, già peraltro evidenziati in precedenza, ma il perseverare nell’inerzia, di un fiacco potere senza responsabilità,  comincia a diventare preoccupante.

Cosa sta facendo la sua segreteria per “svecchiare” il gruppo dirigente ancora di provenienza Pci?
Credo che noi tutti dovremmo svecchiare un modo di pensare con la testa perennemente  girata all’indietro e non pensare al PCI, alla DC, all’Asinello o alle truppe presunte illibate.
A me non interessa sapere da dove vieni. Mi interessa se il percorso che vogliamo fare insieme è utile non a noi, ma ai cittadini, ai lavoratori, agli anziani, alle donne, ai giovani. Se questo percorso vuole realizzare più uguaglianza, più libertà, più solidarietà. A me interessa essere utile alla società e non celebrare una qualche tradizione ottocentesca o allestire uno spazio ricreativo o voluttuario per il divertimento di quattro o cinque personaggi ostaggi della noia.
Dal 30 di aprile il PD di Orvieto ha avviato la fase congressuale assegnando a Massimo Morcella il coordinamento di questa importantissima fase. Dovrà essere quella l’occasione per girare tutte le teste in avanti.

Che ruolo giocherà il partito alla ripresa autunnale?
Il congresso dovrà dire se questo partito vuole cambiare davvero l’andazzo che ha ottuso la politica spianando le strade alle rendite e disintegrando il futuro alle nuove generazioni.  Vorrei parlare di questo, di come attrezzare la città per far ripartire una nuova stagione di crescita economica e culturale, di come restituire a Orvieto quel protagonismo che l’illusione “populista” invece  riserva ad un uomo solo. Vorrei parlare di come mettere il  carburante della cultura, dei talenti artigianali e dell’arte dentro lo sviluppo della città e chiedere ai giovani orvietani di fare la loro parte e di prendersi le loro responsabilità. Poi saranno le discussioni tra gli iscritti a dirci se le nostre idee sono buone o da scartare, se le nostre idee sono convincenti o se dobbiamo far coincidere tutto il nostro futuro con la prossima variante al PRG. 
Il PD vuole superare questa fase di inerzia amministrativa con tutti quelli che lo ritengono uno strumento per una società più giusta, più bella e più ricca, senza convocare tribunali speciali o grandi inquisitori. Giacché non cerchiamo applausi ma un futuro praticabile per tutti.

 
ORVIETO: ANCORA GIAPPONESI NELLA GIUNGLA PDF Stampa E-mail

 di Giuseppe Germani Capo gruppo PD comune di Orvieto

Con l’uscita dell’altro ieri sul Consorzio Crescendo, il consigliere Olimpieri ha voluto simpaticamente emulare le gesta di quel soldato giapponese che, lasciato a guardia di un’isola deserta, continuò a combattere contro “eserciti fantasma” per oltre vent’anni dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale. In modo pressoché analogo, il nostro, da più di un anno al governo della città, prosegue nella sua perenne battaglia di opposizione contro enti e aziende da lui ritenuti, con somma evidenza, la causa di tutti i mali di Orvieto. Il suo problema quindi non è quindi di governare, ma di distruggere tutto quanto viene dal passato.

 
Trappolino a fianco delle lavoratrici di MManifatture di Orvieto PDF Stampa E-mail

“Voglio esprimere la mia piena solidarietà alle lavoratrici di MManifatture che oggi sono costrette a scendere in strada per manifestare il proprio sconcerto e la propria rabbia dinanzi a quella lettera che annunzia la fine di 29 posti di lavoro”. È quanto ha dichiarato Carlo Emanuele Trappolino, deputato del Partito Democratico, partecipando al presidio organizzato in prossimità del casello A1 di Orvieto, dalle lavoratrici e dalla CGIL.
“Ho voluto essere accanto alle lavoratrici di MManifatture perché non possiamo assistere inerti all’erosione sistematica di quello che un tempo era uno dei comparti più qualificati della base produttiva orvietano, cioè il tessile”.
“Il fatto che tante lavoratrici prima impiegate in MManifatture, Grinta e Sphera ma anche in altre realtà produttive e dei servizi del territorio – ha proseguito Trappolino – siano oggi senza lavoro deprime la forza dei singoli, impoverisce le famiglie orvietane e sottrae valore alla città. È un problema che supera presto la sfera ‘privata’ e riguarda invece tutti: le istituzioni, le organizzazioni sociali ed economiche, i cittadini”.
 “La manovra depressiva del governo – ha concluso Trappolino – e l’assenza di vere misure anticrisi non aiutano i settori produttivi più esposti agli scuotimenti della congiuntura. Dobbiamo, allora, provare a farcela egualmente, mettendo insieme un surplus di coesione, di solidarietà, di cooperazione, salvaguardando anzitutto le capacità, le professionalità, le vocazioni dei lavoratori. È già questo un buon programma per tutelare ciò che può offrire, in un futuro prossimo e concreto, opportunità e benessere”

 
Palazzo del Gusto per valorizzare il territorio e i patrimoni comuni PDF Stampa E-mail

Nota del consigliere provinciale Stefano Garillo

La polemica sul Palazzo del Gusto da parte del Pdl è un vero e proprio processo alle intenzioni, il cui obiettivo centrale sembra quello di impedire la realizzazione di un percorso intrapreso in maniera congiunta dalle istituzioni – Provincia di Terni e Comune di Orvieto anzitutto - e da altri soggetti.  Questo percorso deve’essere valorizzato e messo nelle migliori condizioni al fine di poter produrre concreti risultati. È chiaro che se ogni giorno qualcuno – specialmente dalla parte degli ex AN - si cimenta in polemiche che hanno il sapore del pretesto se non del pregiudizio, allora tutto diventa più difficile. Non vorremmo che tale esercizio critico servisse ad altro, magari a regolare qualche conto dentro il Pdl orvietano o a far avanzare una qualche forma di surrettizia “privatizzazione”.
Il Palazzo del Gusto deve svolgere una funzione fondamentale per quel che riguarda la cultura enogastronomica provinciale ed umbra, quel nostro straordinario patrimonio che incrocia l’agroalimentare, il turismo, l’ambiente, la storia, le tradizioni, i caratteri fondamentali del ben vivere. Insomma, un complesso di “beni comuni” che mal si presta a diventare oggetto di un uso esclusivo da parte di qualcuno. La natura “comune” di ciò che deve essere oggetto di valorizzazione è il punto centrale del nostro discutere. Il fatto che soggetti protagonisti dello sviluppo del territorio possano considerare positivamente la propria partecipazione al progetto di rilancio del Palazzo del Gusto impone alla politica di esibire un senso di responsabilità che effimeri tafferugli possono invece velare. Ben venga il confronto, anche aspro, tra le forze politiche, ma sia a prevalere, in ogni caso, l’interesse generale.

 
Soddisfazione per la festa Democratica di Orvieto PDF Stampa E-mail

Consuntivo positivo per la Festa Democratica di Orvieto conclusasi domenica 11 luglio, al termine di diciotto giorni di confronti politici, dibattiti e proposte musicali e gastronomiche. Un complesso di iniziative reso possibile dalla partecipazione dei tantissimi volontari, giovani e meno giovani, che hanno così offerto un contributo straordinario e concreto alla vita del Partito Democratico.
Diciotto giorni di festa caratterizzati da iniziative di grande interesse culturale e politico. Su tutte, il confronto tra il filosofo Mario Tronti e il Vescovo di Orvieto-Todi Padre Giovanni Scanavino, la riflessione sui nuovi diritti civili con Beppino Englaro e Jean-Leonard Touadì, la serata dedicata all’Umbria e al futuro di Orvieto con Catiuscia Marini.

 
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